mercoledì 13 dicembre 2017

Tumore al seno


A UN ANNO DALLA SCADENZA PER LE BREAST UNIT QUANTO NE SANNO LE DONNE E CHE COSA STANNO FACENDO LE REGIONI

A un anno dalla scadenza di legge, non solo metà delle donne italiane con tumore al seno ancora non possono essere curate in un centro di senologia (Breast Unit) della loro Regione, ma quasi tutte – il 92% – non sanno nemmeno che cosa sia e ignorano il proprio diritto ad accedervi. È questo il monito che Europa Donna Italia che lancia oggi con un nuovo appello alle Regioni perché “il tempo non aspetta” e sono sempre di più le donne colpite dalla malattia.
“L’Italia è in ritardo su due fronti” dichiara Rosanna D’Antona, Presidente di Europa Donna Italia: “primo, i centri di senologia multidisciplinari, che assicurano un 18% in più di sopravvivenza dal tumore al seno, non sono ancora operativi in metà delle Regioni, come documentano i risultati del nostro monitoraggio;secondoe lo dimostrano i dati dell’indagine condotta per noi da SWGc’è un’assenza quasi totale diinformazione e consapevolezza da parte della popolazione femminileIl risultato è che le donne non sonocurate come prevede la leggesoffrono di più e guariscono di menomentre l’incidenza della malattia nonsmette di aumentare.”
Se in Europa l’Italia appare tra i Paesi più virtuosi in termini di applicazione delle raccomandazioni europee– come è emerso dal quadro tracciato dal Professor Luigi Cataliottipresidente di Senonetwork Italia ePast President di EUSOMA – questo riguarda però solo l’aspetto normativoNella pratica, – come haillustrato Corrado Tinterricoordinatore del Comitato tecnico-scientifico di Europa Donna Italia e membrodel Gruppo di Lavoro ministeriale per il coordinamento della Rete delle Strutture di Senologia – lasituazione ‘a macchia di leopardo’ del nostro Paese rivela la necessità di un effettivo monitoraggiodell’operato delle Regioni.
Proseguiremo nella nostra azione di ricognizione territoriale e moltiplicheremo il nostro impegno nelsollecitare le Istituzioni perché si giunga al più presto alla completa applicazione della legge” ha conclusoRosanna D’Antona, “affidando il sollecito a Marisa Laurito che lo ha fatto suo con la passione che lacontraddistingue”.
                                                                                                                                                   Stefania Bortolotti

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